Libro caffè

 

Libro caffè - Feedback 

Nella serata di giovedì 1 dicembre il gruppo di lettura si confrontava e veniva approfondendo il romanzo di Junot Diaz intitolato La breve favolosa vita di Oscar Wao, libro di formazione e saga familiare.

Il gruppo  sottolineava unitamente una certa pesantezza alla lettura della parte iniziale dell’opera per le troppe citazioni fantascientifiche e lo slang ispano-domenicano. Non è stata apprezzata da tutti la modalità utilizzata per la suddivisione in capitoli (feedback di aree temporali); altri invece hanno gustato l’ironia del linguaggio figurato, metaforico e irriverente, che descriveva in modo frizzante il mondo dei protagonisti. C’e stato chi ha compreso e seguito con empatia Oscar nella sua mitezza  e perseveranza e chi inizialmente ha provato insofferenza  per la sua passività  e quel  suo vivere dentro il “favoloso”,  riscattandolo poi  al momento della scelta forte e coraggiosa che lo porterà a concludere  brevemente la sua  vita. Sorpresa, emozioni  e sentimenti forti  sono stati provati nei capitoli di denuncia sociale:  indignazione  per quell’ incredibile dittatura domenicana  dove la più crudele violenza (perpetrata nei corpi e nella dignità delle persone) era “normale”, una violenza che permea e permane in tutto il libro.

Il libro è stato un uscio, una fessura aperta  su un mondo poco conosciuto, dove noi abbiamo sbirciato curiosi provando compassione umana ma anche grande difficoltà a identificarci: figure maschili compenetrate di sesso ma fuggenti le responsabilità, quelle femminili radicate e generose o martirizzate  fino a diventare esseri anaffettivi; donne tutte  determinate ma sole. Poi un grande desiderio di qualcosa d’altro. Poi  "il  mondo nuovo", la transizione vissuta e sofferta da Lola (lei positiva),  ma  incredibilmente anche  di  Oscar , “lo Straniero”. Lui  straniero nel ghetto come a Santo Domingo, il goffo e apatico ragazzo nero che,  perseguendo fino alla fine  il suo sogno di vivere, diviene uomo venendo poi sorprendentemente a scoprire  che” l’amore, “facile da confondere”  non è tanto il sesso ma lo si trova  nei  gesti, "i piccoli gesti affettuosi”  della vita.

 

Ricordiamo a quanti volessero partecipare che il prossimo incontro non si terrà il 1° giovedì del mese ma il successivo giovedì 12 gennaio 2012 alle ore 20.30.

Il libro scelto è La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne.

 

Trama

Nella puritana Boston del ‘600 una donna viene condannata per adulterio a portare per sempre una A scarlatta sul seno. Quando il marito riesce a raggiungerla, lei non rivela il nome dell’amante. Il marito muovendosi sotto falso nome  riesce a scoprirlo. La vicenda si snoda in questo patologico triangolo sino alla rivelazione finale.

 

L'Autore 

Nathaniel Hawthorne nacque a Salem nel Massachusetts. Nel 1804. Resta presto orfano di padre.

Di carattere schivo e introverso cominciò prestissimo a scrivere racconti sulla Nuova Inghilterra puritana. E’ un’America secca e rugosa  quella di cui parla e non è l’altra America, quella dell’avventurosa mobilità

 



 
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