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E’ il piccolo arcano libro Notte fatale che giovedì 2 febbraio il gruppo di lettura ha dibattuto. Thar Ben Jelloun è l’autore di quest’opera di letteratura magrebina. Subito viene fatto notare come la tecnica (accattivante musicalità delle parole - punteggiatura impressiva - parole in lingua tradizionale - magiche visioni - linearità del racconto interrotta più volte dai sogni simbolici) abbia reso difficile, a noi “occidentali” la comprensione della narrazione. Ma la specificità propria del gruppo ha permesso poi di coglierne nessi e significati.
Scopriamo che il testo, nato dall’interculturalità, è messaggio di cambiamento all’interno di una realtà tradizionale islamica improntata all’egemonia patriarcale. Vengono infatti qui trasfusi elementi moderni volti all’affermazione della libertà individuale. La protagonista, resa transessuale dalla volontà paterna , viene affrancata e riconosciuta come figlia dal padre morente nella “notte dei destini”, la ventisettesima del Ramadan. Inizia qui il suo duro, drammatico viaggio alla riconquista di un corpo, di uno spirito e - dopo l’espiazione e il riconoscimento di propri personali errori - al loro ricongiungimento nell’integralità di se stessa.
Ecco alcune osservazioni seguite al dibattito:
- quanto è importante l‘oblio per intraprendere il primo passo verso la propria rinascita;
- perché per conoscersi si può accettare uno stupro?
- come può un uomo, che ha stuprato, sentirsi grato a Dio del suo gesto?
- comportamenti fortemente ambigui e promiscui possono essere conseguenza di affetti deviati da primarie e ingiuste sofferenze?
- repulsione per rapporti familiari che si snodano tra indifferenza e rancori e per l’ipocrisia, le atrocità commesse nel seguire l’ignoranza di una tradizione fallocratica;
- pietas per la donna che ha solo le armi del silenzio nella sua estrema sofferenza e solitudine;
- come siano belle le dita delicate, i silenzi e le parole altrui per riconoscersi nel proprio corpo;
- la complicità del dialogo per allargare il proprio pensiero e l’importanza delle biblioteche con i libri che "parlano" il pensiero degli uomini;
- la difficoltà ad accettare descrizioni così crude e forti di realtà traumatiche;
- constatare, nei rapporti interni ed esterni alla famiglia, regole e sentimenti crudeli che impediscono lo sviluppo di relazioni positive;
- come può l’uomo interpretare la giustizia di Dio stravolgendola in vendetta personale?
- descrizione dell’amicizia come dono dello spirito e strada per avvicinarsi all’altro.
Si è intravvisto in questo caleidoscopio di emozioni e visioni, attraverso un cammino di sofferenza, la nascita di una donna, individuo”senza protezioni” ma libero.
Ricordiamo a quanti volessero partecipare che il prossimo incontro si terrà giovedi 1 marzo alle ore 20.30.
Il prossimo libro scelto è La donna abitata di Gioconda Belli.
Trama
E' la storia di due donne vissute in epoche diverse che si incontrano magicamente nell’amore e nella guerriglia. Ritroviamo storia della rivoluzione sandinista.
L'Autore
Gioconda Belli è nata in Nicaragua nel1948, scrittrice, giornalista e militante nel Fronte sandinista contro la dittatura di Somoza.