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Indignazione di Philip Roth è il libro discusso nell’incontro di giovedì 3 novembre.
Il gruppo ha espresso opinioni contrastanti per la modalità linguistica utilizzata nell’io narrante; qualcuno non è stato catturato dal personaggio Marcus, altri invece lo hanno accolto con tenerezza; c'è chi ha ammirato la sua tenace coerenza logica e chi ha provato perplessità per la sua incapacità al compromesso.
L’indignazione c’è stata per una vita tradita e sprecata da circostanze casuali così concatenate da portare a compimento un destino. Ma ci si è anche chiesti come il previdente Marcus, che perseguiva con abnegazione i suoi sicuri obiettivi, abbia fatto scelte così poco avvedute da portarlo poi al sacrificio di sè nell’inutile guerra di Corea.
Tutto ha inizio in famiglia, nel momento in cui l’eroe della sua infanzia non lo vuole riconoscere nell’adulto che sta diventando. La fuga per la sua indipendenza lo porterà a proseguire gli studi in un Campus bigotto e tradizionalista. Questa scelta è fatta con leggerezza (la foto accattivante del College).
Qui lui è un diverso e non se ne rende conto, non si confronta, ha difficoltà a relazionarsi forse anche perché è figlio unico di un’onesta famiglia ebrea. È’ stato educato a fare "quello che va fatto” e a considerare i sentimenti “ il più grande dei problemi”.
L’incontro con la sessualità libera di Olivia - la quale porta nel proprio corpo i segni dell’indignazione della propria anima - scardina certezze e la nuova realtà lo confonde. E’ difficile rimanere coerenti con i propri obiettivi quando si incontra l’emotività. Entra in conflitto ed è al contempo confuso e intransigente. Fa scelte che sono quelle di un inesperto ragazzo di 19 anni. Non riesce a far chiarezza è combattuto, infrange regole ma è intollerante e si indigna sommando all’indignazione verso il padre, quella verso chi e cosa attenta la sua libertà di pensiero e coscienza. Non capisce e non accetta il compromesso, neanche di una realtà che può essere marginale, ma lui non è ancora un adulto completo ed è la sua rettitudine a portarlo lungo la strada inclinata e verso “quella” morte che da sempre aborriva.
Ricordiamo a quanti volessero partecipare che il prossimo incontro si terrà giovedì 1 dicembre alle ore 20.30 Il libro scelto è La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Diaz.
Trama
Oscar è un ragazzo domenicano nato nel New Jersey, grasso goffo, intelligente e ossessionato dalle ragazze. Vive sognando di diventare il nuovoTolkein e di trovare l’amore. Per riuscirci deve sfidare un’antica maledizione che persegue la sua famiglia. La storia di questo giovane mite e sventurato si intreccia così con quella della sua famiglia e della sua storia.
L'Autore
Junot Diaz è nato nel 1968 a Santo Domingo, a 6 anni si è trasferito negli Stati Uniti Insegna scrittura creativa. E’ considerato tra i 20 migliori scrittori del 2000. Con questo libro ha vinto il premio Pulitzer nel 2008.